La costa di Manago

La breve costa di Manago si estende da Scivu a Capo Pecora. Raccorda, insomma, la Costa Verde con le spiagge e scogliere di Buggerru. Vedi la costa di Manago su GoogleMap.

Nella mappa trovi anche una schematica descrizione dell’itinerario a piedi da Scivu a Capo Pecora. Si tratta di un percorso di circa 12 Km, tra andata e ritorno, che può essere fatto tranquillamente in giornata. L’unica difficoltà consiste nell’intercettare il sentiero sul dorso della prima collina partendo da Scivu. La cosa può però essere facilmente risolta partendo da Capo Pecora. Io è tre amici abbiamo fatto l’escursione il 29 dicembre del 2014, nell’unica giornata veramente invernale di questo caldissimo inverno appena passato. Una giornata di tramontana che ha pulito l’aria e invitava proprio alla camminata. Il paesaggio che abbiamo scoperto ci ha piacevolmente stupito. Un piccolo gioiellino di granito, nascosto e poco conosciuto.

Manago è l’unico esempio di costa a granito della parte occidentale della Sardegna, insieme all’isola di Malu Entu, al largo della penisola del Sinis. È un luogo isolato ma non distante dal piccolo borgo marino di Portixeddu, a sud. Pare che sia frequentato da chi si diletta di arrampicata, e che ci siano alcune vie attrezzate. “Pare”, perché io non le ho viste: queste cose ci sono state dette da una coppia che abbiamo incontrato e che andava nel luogo.

Di seguito una serie di brevi videocartoline sonore su Manago.

La prima videocartolina ritrae un orizzonte dalla scogliera di Manago: una netta linea di confine tra mare e cielo con un banco di nuvole a mezzo tra la linea del mare e l’azzurro del cielo:

 

La seconda video cartolina ritrae un tratto della scogliera di granito di Manago:

 

La terza videocartolina è un po’ più lunga delle altre: ritrae l’ostinazione del mare che batte con le sue onde sulla roccia:

 

La quarta videocartolina ritrae alcune formazioni di granito che si incontrano nella scogliera di Manago, nel suo tratto più suggestivo:

 

La quinta videocartolina immortala una fotoricordo di noi tre partecipanti all’escursione con alle spalle un tafone scavato dal vento e dalle piogge in un grande masso di granito:

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