Archivio mensile:ottobre 2015

Cala Cartoe. Una videocartolina.

Una semplice videocartolina della caletta vista dalla sua estremità settentrionale. Sulla spiaggia e in acqua ferve l’attività dei bagnanti.

 

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Marceddì. Due videocartoline.

La prima video-cartolina dura 38 secondi. In questa videocartolina non succede niente, il luogo che riprende non è neanche bello, una stenta piccola pineta in quella terra di nessuno tra campi coltivati a granoturco e mare nelle vicinanze di Marceddì.

 

La seconda videocartolina mostra il denso fumo nero che esce da una macchina in fiamme parcheggiata proprio a ridosso della spiaggia. Il forte maestrale se lo porta via e lo spinge tra le case del piccolo borgo. Il fatto è che qualcuno le aveva dato fuoco (alla macchina). Beghe private tra pescatori, probabilmente (quei piccoli segni di una “piccola vita nascosta” di cui scrivevo in un altro post dedicato a Marceddì).

La Caletta

La Caletta è una piccolissima spiaggetta nella parte interna di Capo San Marco, l’estremo promontorio meridionale della penisola del Sinis. È raggiungibile solo a piedi percorrendo una semplice carrareccia che si allunga lungo quasi tutto il capo.

 

La Caletta è riparata da quasi tutti i venti dominanti: maestrale, libeccio, scirocco. Solo la tramontana la prende in pieno. Ma da noi la tramontana è poco frequente, e poi quando tira la tramontana un bagno al mare non è in cima ai pensieri di nessuno.

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La piccola spiaggia de La Caletta difesa al molo

 

Le foto di questo post risalgono agli inizi di ottobre, tirava un bel maestrale teso, l’aria era fresca ma non fredda. Quando le condizioni sono queste La Caletta può essere una comoda opzione per fare una facile passeggiata, prendere il sole e farsi un bagno. In estate, invece, ci vuole poco a riempirla. Inoltre, la presenza di un piccolo molo la fa meta di molti diportisti che giungono dal vicino porticciolo di Torre grande. D’estate quindi lasciatela perdere, soprattutto nel fine settimana. In primo autunno, tarda primavera e inizio estate è più frequentabile.

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Dal molo. I ruderi erano di pertinenza del faro. Ora sono fonte di pericolo e deposito di immondizia per maleducati pigri stupidi.
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Il piccolo molo dalla spiaggetta
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Dal molo verso il capo. Il carattere lattiginoso del colore dell’acqua è caratteristico nelle giornate di maestrale

 

Al ritorno, invece di percorrere la stessa strada dell’andata, potete salire verso il faro e da lì dirigervi verso Tharros e San Giovanni (vedi la mappa). L’unica attenzione la dovete fare nel sentiero tra la bassa macchia che dovete seguire per aggirare il faro. Non sembra, ma è facile perdersi anche in pochi metri quadrati di bassa macchia.

Ma perché cambiare la via del ritorno? Perché la strada del ritorno corre sulla sommità del capo, e apre orizzonti visuali interessanti.

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La Caletta dal sentiero verso il faro
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La Caletta dal sentiero verso il faro
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Il faro di capo san Marco. Sullo sfondo capo Frasca.
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L’istmo tra le rovine di Tharros e capo san Marco in una giornata di maestrale: mare vivo (sn) e mare morto (dx).

Cala Cartoe

Cala Cartoe è la spiaggia più meridionale della costa di Orosei. Raggiungerla può presentare qualche piccola difficoltà, almeno senza un navigatore. Infatti, nel bivio sulla SS 125 che immette sulla stretta strada alla fine della quale si trova Cala Cartoe, l’indicazione per la spiaggia non c’è, ma c’è l’indicazione per le grotte di Ispinigoli. Dall’ingresso alle grotte in poi l’indicazione a Cala Cartoe è sempre presente là dove serve. Se poi volete fare una visita anche alle grotte, buona idea.

 

Cala Cartoe è una breve falce di sabbia ocra ritagliata nel prepotente verde e nero dei boschi e del basalto. In alto e in basso l’azzurro del cielo e del mare.

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Bosco e basalto letteralmente assorbono luce, così che, anche nelle giornate più luminose, la cala appare in carenza di luce.

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Solo se lo sguardo si volge verso le lontananze della costa di Cala Gonone, ci si riesce a liberare da questa sorta di astenia.

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La spiaggia di Cala Cartoe è alimentata dalle sabbie trascinate e lavorate da un torrente stagionale, che tuttavia anche d’estate riesce a formare in prossimità del mare una fresca pozza d’acqua dolce.

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In piena stagione la spiaggia è discretamente affollata, ma mai tanto da non riuscire a trovare un angolino comodo. Nei pressi c’è un parcheggio, servizi igienici, un chiosco mobile per un gelato o un caffè.

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Domenica 11 ottobre 2015

Un post da Casina I Ginepri

Casina I Ginepri

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Splendido pomeriggio e serata perfetta. L’aria era fresca ma non troppo. L’acqua era fresca e corroborante. Tirava una leggera brezza da nord-ovest che è andata scemando con l’avanzare della serata.

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In spiaggia poche persone in assoluto, ma molte relativamente al periodo. Qualche turista, ma anche locali. Si vede che la gente comincia a scegliere di andare al mare a seconda della giornata e non della stagione.

DSC_0048Bagnasciuga

BagnasciugaBagnasciuga

BagnasciugaBagnasciuga

In cielo poche nuvole rade

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A nord orizzonti netti e ben definiti:

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Un te caldo sorseggiato in veranda

DSC_0056 Dalla veranda: orizzonte e fillirea

Dalla veranda: orizzonte e ginepro Dalla veranda: orizzonte e ginepro

Come il sole si è abbassato a occidente, la luce si è fatta radente e carica di rossi

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e poi alla fine il rito finale del tramonto

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Sa Rocca Tunda. I colori di un crepuscolo (l’ultima foto è in bianco e nero)

Ormai i mesi di settembre e di ottobre fanno dei regali impagabili. Il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici, qui da noi, almeno per ora, prendono la forma di caldi pomeriggi e tiepide serate anche a settembre e ottobre. L’acqua del mare è di una impareggiabile frescura. Le serate sono più brevi e fresche, le spiagge più a misura d’uomo, punteggiate qua e là da un ombrellone.

Le fotografie che seguono sono state scattate durante il crepuscolo del 20 settembre 2015 e ne seguono l’evoluzione di colori e luce, a partire dal tramonto. Lo scenario è quello della baia di Sa Rocca Tunda, con sullo sfondo Capo Mannu.

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L’ultima fotografia è un cielo astratto in bianco e nero.

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