Archivio mensile:aprile 2016

Punta del Giglio. La caserma.

A Punta del Giglio, a metà strada del trekking che dalla spiaggia del Lazzaretto vi porta a Porto Conte (vedi il post dedicato alla passeggiata), ci sono i resti di una vecchia postazione militare della Seconda Guerra Mondiale. Lì, Italiani e Tedeschi aspettavano al varco un ipotetico sbarco alleato. Sbarco che non ci fu. Insomma, una sorta di avamposto nel deserto dei Tartari (ricordate Buzzati?), in cui un manipolo di soldati attendeva al varco un nemico che non si farà mai vedere.

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I resti comprendono un edificio e una serie di piattaforme, casematte, depositi munizioni, tutto in blocchi di calcare bianco della zona a scopo di mimetismo. Nell’edificio principale e meglio conservato, sulle sue pareti, una serie di scritte e messaggi.

Messaggi politici in cui ancora si combatte la vecchia guerra ideologica:

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Vecchi messaggi del duce frammisti a messaggi più recenti

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“Quando tuona il cannone è veramente la voce della patria che chiama”

 

In quest’altro caso il messaggio è accompagnato dal disegno di una corazzata, una di quelle che i militari attendevano al varco

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“Vincere! e vinceremo”

 

Alla vecchia parola d’ordine se ne sovrappongono altre più recenti, di opposto tenore, che attualizzano la lotta ideologica che si è intrecciata alla guerra per il dominio mondiale che si è svolta una settantina d’anni fa.

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“Coglioni neri” “(No al) Potere Operaio” “Lotta di Classe” con relativa Falce e Martello

 

Talvolta i messaggi politici (“W IL POTERE degli OPERAI”, dove si vede come le preposizioni articolate ti risolvono a volte problemi nati da un calcolo sbagliato sullo spazio a disposizione) si intrecciano a scritte enigmatico-filosofico-esistenziali (LA VITTA (eh sì, LA VITTA) ABBIAMO PRESO UNA STRADA E SIAMO FINITI IN UN LABIRINTO. QUI INIZIA IL GIOCO)

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Ma come al solito, i messaggi più numerosi sono quelli d’amore. Roberto e Susanna sono i più attivi:

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Poi ci sono Fra’ e Ca’ …

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… e Francesco, che evidentemente è (o era) di importanza vitale per qualcuna (o qualcuno).

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Ci sono, infine, un graffito di un certo impegno …

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… e un ultimo stringato “senza se e senza ma” inno alla vita

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Non ci sono messaggi o disegni pornografici.

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Is Benas. Solo un altro tramonto

Is Benas: un tramonto del novembre del 2013 in un breve video strabordante di rossi:

Il commento musicale di questo video è affidato a un brano di un compositore a cui sono molto legato, Piano Curve. Sentilo su SoundCloud:

I piccoli stagni del Sinis settentrionale

 

Is Benas, Sale ‘e Procus e Sa Salina Manna sono tre piccoli stagni della parte settentrionale della Penisola del Sinis. Il secondo e il terzo sono stagionali: essendo alimentati solamente dalle piogge, d’estate subiscono un deciso processo di evaporazione che li porta al prosciugamento. Di seguito alcune fotografie a loro dedicate.

 

Sa Salina Manna:

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SalinaManna03

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Sale ‘e Procus:

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SalePorcu03

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Is Benas:

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Nel sito della Associazione per il Parco Molentargius Saline Poetto, i più interessati possono trovare ulteriori notizie dei tre stagni. Basta seguire i link: Is Benas, Sa Salina Manna, Sale ‘e Procus.