Archivi categoria: Fotografie a colori

I piccoli stagni del Sinis settentrionale

 

Is Benas, Sale ‘e Procus e Sa Salina Manna sono tre piccoli stagni della parte settentrionale della Penisola del Sinis. Il secondo e il terzo sono stagionali: essendo alimentati solamente dalle piogge, d’estate subiscono un deciso processo di evaporazione che li porta al prosciugamento. Di seguito alcune fotografie a loro dedicate.

 

Sa Salina Manna:

SalinaManna04

SalinaManna03

SalinaManna02

SalinaManna01

 

Sale ‘e Procus:

SalePorcu06

SalePorcu05

SalePorcu04

SalePorcu03

SalePorcu02

 

Is Benas:

IsBenas02

IsBenas01

 

Nel sito della Associazione per il Parco Molentargius Saline Poetto, i più interessati possono trovare ulteriori notizie dei tre stagni. Basta seguire i link: Is Benas, Sa Salina Manna, Sale ‘e Procus.

Annunci

Dalla spiaggia del Lazzaretto a Porto Conte. Una escursione.

Se siete dalle parti di Alghero, una bella escursione che potreste fare è questa:

 

Potete partire dalla spiaggia del Lazzaretto, arrivare a Porto Conte e ritorno. In tutto saranno 12-13 chilometri: lunghetta quindi, ma non faticosa.

Si parte dunque dalla spiaggia del Lazzaretto in direzione della omonima torre.

DSC_0152
spiaggia del Lazzaretto

 

Il primo tratto è solo di avvicinamento al vero inizio, Porto Agra. Si cammina in una strada vicinale asfaltata che collega la spiaggia del Lazzaretto a Porto Conte passando per l’interno. Si tratta della strada che percorrerete al ritorno.

Prima di dirigervi perso Porto Agra, potreste voler dare un’occhiata alla Torre. Potete farlo con una piccola diversione, lasciando la strada vicinale asfaltata e scendendo a sinistra per breve un sentiero. L’imbocco del sentiero è segnalato. La videocartolina che segue è presa proprio dalla Torre del Lazzaretto in direzione della omonima spiaggia.

 

La parte più bella dell’escursione comincia a Porto Agra, una pietrosa e rocciosa caletta.

Porto Agra
Porto Agra

 

Qui comincia anche il percorso segnato con gli “omini” e con la vernice blu.

DSC_0108

 

Il sentiero si mantiene sempre molto vicino alla scogliera, corre in un ambiente segnato dal calcare bianco e dalla macchia mediterranea ricca di tutte le sue essenze tipiche: erica, ginepro, lentisco, salsapariglia, cisto marino, e di tante altre che io non conosco.

DSC_0121

 

Ogni tanto ci si affaccia nella scogliera a picco sul mare.

DSC_0114

DSC_0124

DSC_0123

 

L’alta scogliera calcarea termina con la Punta del Giglio, dove sono ancora presenti i resti di una base antiaerea risalente alla Seconda Guerra Mondiale.

Punta del giglio
Punta del giglio

 

Da Punta del Giglio il sentiero corre immerso in una pineta, e il trekking si trasforma in una passeggiata domenicale, quasi una scampagnata.

DSC_0147

DSC_0149
Porto Conte

 

Porto Conte non è niente di che: un grande albergo, una torre aragonese, un porticciolo, seconde case, alcuni dancing. E basta: non un bar, un ristorante, un chiosco. Il mio progetto era quello di camminare leggero e rifocillarmi a Porto Conte prima di intraprendere la via del ritorno: mi sono dovuto tenere fame e sete. Porto Conte decisamente non è un posto amichevole.

DSC_0150
La Torre Nuova (torre aragonese) di Porto Conte
DSC_0151
Il porticciolo di Porto Conte

 

Il ritorno non ha granché da offrire. Superato l’abitato di Maristella si cammina dritti per la vicinale in direzione spiaggia del Lazzaretto. Rendete regolare il passo, rendete morbida la camminata, non lasciate che i pensieri seguano indisturbati il loro corso, concentratevi sul respiro e buona meditazione.

 

P.S. Io l’escursione l’ho fatta il 21 febbraio del 2016. La giornata era tiepida, il cielo un po’ velato.

S’Anea Scoada. Dieci fotografie a colori.

 

S’anea Scoada è la più meridionale delle spiagge del Sinis di San Vero Milis. Al contrario del comune di Cabras, quello di San Vero Milis negli anni Settanta ha lasciato costruire, e molto, lungo le sue coste. Tutte seconde case di locali o al massimo di oristanesi.

 

Il risultato è stranamente contraddittorio. Insediamenti abbastanza modesti, pochissime ville, case spesso al limite del decoroso, urbanizzazione essenziale, strade non asfaltate, poca illuminazione pubblica, servizi essenziali, poche strutture turistiche, pochi flussi turistici. Insomma, di sicuro non una località da tacchi a spillo.

E però spesso mi scopro a pensare che in questo sta la peculiarità del posto. Dipende da ciò che uno cerca, da ciò a cui soprattutto presta attenzione. A quel punto anche le strade polverose diventano belle. Basta andare molto piano con la macchina e non sollevare polvere.

Di seguito dieci immagini della spiaggia, dal primo pomeriggio al tramonto.

DSC_0122
L’ultimo tratto della spiaggia verso sud

 

DSC_0123

 

DSC_0124
La spiaggia e parte del villaggio verso nord

 

DSC_0125
L’incudine

 

DSC_0128

 

DSC_0131
La parte finale della spiaggia e gli inizi della scogliera di Su Tingiosu

 

DSC_0156
Il bianco calcare dipinto di rosa

 

DSC_0158

 

DSC_0160

 

DSC_0163

Il cielo sopra Maimone

Ancora un post sulla spiaggia di Maimone. In verità, della spiaggia si vede poco. Le nove fotografie sono prese dall’immediato retrospiaggia.

Le prime sette cercano il mare. Non è che ne trovano molto: qualche stretta striscia tra sabbia e cielo, talvolta solo sabbia, qualche ombrellone, rare presenze umane, il verde acceso dei macchioni del lentischio, il leggero verde-grigio della santolina, il rosso mattone della vegetazione degli stagni stagionali retrodunali.

Le ultime due gli voltano le spalle e palpeggiano le nuvole.

Alla fine, il vero protagonista di tutte e nove le foto è il cielo sopra Maimone.

DSC_0013

DSC_0017

DSC_0018

DSC_0019

DSC_0020

DSC_0021

DSC_0023

DSC_0088

DSC_0090

 

Gli orizzonti di Capo San Marco

DSC_0025

Capo San Marco è uno dei luoghi di mare più aerei che io conosca: terra, acqua e aria si incontrano e quasi fondono in un delicato equilibrio.

97922028

SanGiovanni02

Il fuoco c’era anche lui, un tempo, ormai rappreso in un sottile strato di basalto che dà alla parte finale del capo la tipica forma ad altopiano.

DSC_0007

97921910

Capo San Marco è luce, spazi, aria, vento. Ci sono giorni in cui quella gran bestia che è il mare sembra un gatto ben pasciuto accoccolato a sonnecchiare e ricevere il sole. E noi a correrci sopra con le nostre barchette.

97922066

97921998

Ci sono altri giorni in cui il maestrale arriva diritto dal mare, liscio, senza neanche il freno di una misera collina, e la prima terra che incontra è il fragile istmo di Capo San Marco, messo lì a protezione del Golfo di Oristano. Il bestione, allora, si rifugia a riposare all’interno del golfo, e la sua schiena sembra percorsa da brividi erratici.

DSC_0022

Ma Capo San Marco è soprattutto e prima di tutto orizzonte …

DSC_0020

SanGiovanni01 (1)

SanGiovanni03

… e ancora orizzonte

97921989

SanGiovanni03bn

SanGiovanni15

 

Su Riu, la cala più sexy di tutta la costa occidentale.

SuRiu20151208_03

 

Su Riu è la più settentrionale delle calette scavate dall’ostinazione del mare nel bianco tufo vulcanico della costa del Montiferru.

 

Su Riu è sexy, bianca, rotondeggiante, formosa e morbida.

SuRiu20151208_07

SuRiu20151208_06

 

È la caletta più sexy di tutta la costa occidentale della Sardegna. Garantito. Ha qualcosa di profondamente femmineo ed erotico. E abbastanza conturbante, perché la dura roccia è l’elemento femminile, mentre la cedevole acqua del mare è l’elemento maschile. Distendersi nella sua bianca roccia calda e farinosa fa dimenticare la sua durezza. Duro e morbido si fondono. Tutto abbastanza intorcinato, insomma.

SuRiu20151208_04

 

Il mare penetra la roccia, la scava, la incide, la modella nei suoi punti più cedevoli. Talvolta andando in profondità, altre in modo più disteso e ampio.

SuRiu20151208_08

SuRiu20151208_01

 

A Su Riu i colori e le linee sono nette: bianco e azzurro si distinguono con decisione, e poi il sempreverde uniforme della macchia nell’interno. Tale nettezza e definitezza sono un ottimo antidoto alla confusione del maschio-femmina che mare e roccia fanno.

SuRiu20151208_05

 

E alla fine, un orizzonte.

SuRiu20151208_02

 

Le fotografie sono state scattate in uno splendido pomeriggio l’8 dicembre 2015. La caletta di Su Riu è riparata dalle brezze settentrionali, così alle 13:00 c’era quasi caldo. L’acqua era fredda ma troppo invitante. Ho ceduto alla tentazione.

Tunaria – Porto Palma

Tunaria vista da sud
Tunaria vista da sud

Il piccolo villaggio di Tunaria è situato nella parte centrale della Costa Verde, a ridosso di una caletta riparata da maestrale e quindi adatta all’approdo di piccole imbarcazioni. È conosciuto anche col nome di Porto Palma.

 

In origine il villaggio era costituito dagli edifici di una tonnara e dalle abitazioni dei pescatori che in questa erano impiegati. La quasi totalità di tali edifici sono stati ristrutturati (quale più quale meno) e adattati a residenza estiva e vacanziera. A nord di questi, lungo il fianco della collina, sono state costruite una serie di nuove abitazioni che costituiscono la parte nuova del villaggio. A sud del blocco degli edifici della ex tonnara sorge un piccolissimo porticciolo che sfrutta il breve incanalarsi di un torrente stagionale.

Il porticciolo
Il porticciolo

 

La spiaggia è lunga circa 300 metri, ma non è mai eccessivamente affollata. Il fondale è basso, la balneazione sufficientemente sicura.

La spiaggia
La spiaggia

Tunaria è un ottimo punto di partenza per una bella escursione a piedi verso le calette che punteggiano il tratto di costa sino a Funtanazza. Tra queste soprattutto merita lo sforzo la caletta di Porto Murta.

Nel complesso Tunaria sembra un luogo tranquillo dove trascorrere una o due settimane di mare, magari in uno degli appartamentini ricavati negli edifici della ex tonnara. Non appare eccessivamente turistico, sembra più adatto a persone in cerca di uno stacco dai rumori, ritmi e riti degli impegni quotidiani, lavorativi o meno. Famiglie con bambini, giovani in cerca di natura, passeggiate, orizzonti, cieli stellati, tramonti e crepuscoli. Nella parte del villaggio ricavata dagli edifici della ex tonnara sono presenti alcuni piccoli spazi comuni sufficientemente curati, mentre nella parte nuova è presente un bar pizzeria. Non saprei se è presente anche qualche market (ma non credo). La vicinanza della più vacanziera Torre dei Corsari può soddisfare qualche improvvisa voglia di mondanità (ma senza esagerare con le aspettative).

 

Di seguito alcune fotografie della zona della ex tonnara.

PortoPalma06

PortoPalma04

PortoPalma05

PortoPalma07