Archivi categoria: mappa

Cala Brigantina. 30 agosto 2016.

 

Cala Brigantina è una piccola deliziosa caletta alla fine di un breve fiordo nella costa orientale dell’isola di Caprera. In verità Cala Brigantina è due calette: una, la più grande, chiude il breve fiordo; la seconda, più piccola, si apre alla sinistra (guardando il mare) della prima.

dsc_0222

dsc_0224

dsc_0235

dsc_0234

 

A Caprera sono molto parchi di indicazioni e ho idea che perseguano una politica di risparmio sulla segnaletica stradale, così, se vuoi raggiungere la spiaggetta devi conoscere l’itinerario, sia quello per raggiungere i ruderi delle fortificazioni di Poggio Rasu, sia quello per raggiungere la caletta stessa. Le difficoltà maggiori io e mia moglie le abbiamo incontrate soprattutto nel raggiungere le fortificazioni e nel trovare l’attacco del sentiero, ma se ti studi con un pò di attenzione la mappa, non dovresti avere problemi.

dsc_0250

dsc_0249

dsc_0251

dsc_0248

 

Una volta imboccato il sentiero, non puoi assolutamente perderti, perché corre lungo la stretta valletta subito a nord della fortificazione, valletta formata dal breve torrente stagionale che alimenta la spiaggia della caletta. Quindi niente svolte o diramazioni che ti potrebbero complicare la discesa.

dsc_0247

 

La caletta è silenziosa e tutto sommato vivibile e accogliente anche in piena stagione. Questi sono posti che in qualche modo operano una selezione: solo i più motivati si sobbarcano una camminata, seppur breve, in pieno agosto (a fare ulteriore selezione ci pensa anche la già menzionata politica di risparmio sulla segnaletica del comune di La Maddalena) per fare un bagno. E quei pochi motivati, in genere, sono persone educate e a modo, che non urlano, non strepitano, non giocano a pallone in spiaggia e quasi neanche fumano.

dsc_0241

 

Come tutte le calette dell’arcipelago, anche Cala Brigantino è chiusa dalla sua “barriera camparina” (dicesi “barriera camparina” la fila doppia o tripla di barche, barchette e gommoni che fa la guardia a queste calette; la definizione la dobbiamo a Stefano Benni de La Compagnia dei Celestini).

dsc_0232

dsc_0228

dsc_0245

 

Dietro la barriera, l’orizzonte.

dsc_0237

dsc_0225

dsc_0239

 

 

Cala Testa di Polpo. 28 agosto 2016

 

Cala Testa di Polpo è una delle tante spiaggette dell’isola di La Maddalena avare di sabbia ma esuberanti di granito.

dsc_0156

dsc_0152

 

Si trova nell’estremità orientale del promontorio-isola detto dei Giardinelli, a nord est dell’abitato de La Maddalena, a circa 6 chilometri dalla cittadina.

Il nome le deriva dal grande scoglio arrotondato che la chiude a est. La sua forma ricorderebbe la testa massiccia e arrotondata di un polpo.

dsc_0143

dsc_0147

dsc_0142

dsc_0132

 

Se la sabbia è poca e rada, in compenso il granito domina incontrastato, in mille forme e maniere.

dsc_0144

dsc_0137

dsc_0136

dsc_0135

dsc_0134

dsc_0133

 

Diversamente da altri tipi di roccia, il granito si arrotonda e addolcisce all’azione degli agenti atmosferici, soprattutto dell’acqua, e il risultato è bello da guardare e da toccare. Bella roccia, il granito.

dsc_0154

dsc_0149

dsc_0155

 

Is Arenas 14/15 agosto 2016

 

Is Arenas è una lunga (quasi sei chilometri) e profonda spiaggia che chiude una pineta artificiale impiantata agli inizi degli anni Cinquanta del secolo scorso per stabilizzare le dune mosse dal maestrale di una delle più vaste zone desertiche dell’Europa e per rivitalizzarvi le essenze originarie: ginepro e lentischio su tutte.

La pineta attualmente ospita tre comodissimi e freschi campeggi, un resort, un campo da golf, e un villaggio vacanze immerso nella pineta. La spiaggia non è molto frequentata sia perché per qualità estetiche non può competere con le più rinomate spiagge del vicino Sinis, sia perché i punti di accesso sono pochi e i parcheggi meno (fate molta attenzione ai cartelli di divieto di sosta: soprattutto nelle giornate di punta non scherzano).

Proprio per questo Is Arenas può essere una soluzione nelle giornate di pienone, come per esempio la vigilia e la giornata di Ferragosto.

 

14 agosto 2016, nelle vicinanze dei campeggi.

DSC_0263

DSC_0259

DSC_0258

DSC_0255

DSC_0264

DSC_0265

DSC_0267

 

15 agosto 2016, una passeggiata verso la parte meno frequentata della spiaggia

DSC_0274

DSC_0279

DSC_0280

DSC_0275

DSC_0281

DSC_0288

DSC_0294

DSC_0295

 

Cala Cumpultitu

 

 

La costa tra Bosa e Alghero è forse una delle più belle, impervie e isolate in Sardegna, e la Strada Provinciale n° 49 che la percorre una delle più panoramiche.

DSC_0089
Una tratto della costa Bosa-Alghero con capo Marargiu in lontananza
DSC_0090
Un balcone su capo Marargiu
DSC_0092 (1)
La costa verso Bosa dal parcheggio di Cala Cumpultitu

 

Lungo la provinciale n° 49, a circa cinque chilometri da Bosa è Cala Cumpultitu, una piccola caletta esposta verso sud, e quindi difesa dal maestrale. La caletta è servita da un piccolo parcheggio (con la sua giusta dose di spazzatura accumulata ben bene in un angolo e distribuita tutt’intorno), e vi si accede seguendo un breve sentiero di circa trecento metri.

DSC_0094 (1)
Scendendo verso cala Cumpultitu

 

A tratti il sentiero segue il corso del piccolo torrentello stagionale a cui dobbiamo la cala e che la rifornisce di sabbia e ciottoli.

DSC_0095 (2)
Il torrentello e, in basso, cala Cumpultitu

DSC_0097 (1)

 

La cala è piccola, cento metri circa di spiaggia racchiusa tra i versanti di trachite grigia e la verde macchia mediterranea.

DSC_0098 (1)

DSC_0099 (1)

DSC_0104 (2)

 

Indubbiamente la caletta è da frequentare solamente e rigorosamente fuori stagione, in primavera e in autunno. A meno che uno non voglia arricchire il suo bagaglio di esperienze con un bagno nella folla di bagnanti, oltre che nell’acqua del mare.

DSC_0105 (1)
La costa verso Bosa da sopra cala Cumpultitu

I piccoli stagni del Sinis settentrionale

 

Is Benas, Sale ‘e Procus e Sa Salina Manna sono tre piccoli stagni della parte settentrionale della Penisola del Sinis. Il secondo e il terzo sono stagionali: essendo alimentati solamente dalle piogge, d’estate subiscono un deciso processo di evaporazione che li porta al prosciugamento. Di seguito alcune fotografie a loro dedicate.

 

Sa Salina Manna:

SalinaManna04

SalinaManna03

SalinaManna02

SalinaManna01

 

Sale ‘e Procus:

SalePorcu06

SalePorcu05

SalePorcu04

SalePorcu03

SalePorcu02

 

Is Benas:

IsBenas02

IsBenas01

 

Nel sito della Associazione per il Parco Molentargius Saline Poetto, i più interessati possono trovare ulteriori notizie dei tre stagni. Basta seguire i link: Is Benas, Sa Salina Manna, Sale ‘e Procus.

Dalla spiaggia del Lazzaretto a Porto Conte. Una escursione.

Se siete dalle parti di Alghero, una bella escursione che potreste fare è questa:

 

Potete partire dalla spiaggia del Lazzaretto, arrivare a Porto Conte e ritorno. In tutto saranno 12-13 chilometri: lunghetta quindi, ma non faticosa.

Si parte dunque dalla spiaggia del Lazzaretto in direzione della omonima torre.

DSC_0152
spiaggia del Lazzaretto

 

Il primo tratto è solo di avvicinamento al vero inizio, Porto Agra. Si cammina in una strada vicinale asfaltata che collega la spiaggia del Lazzaretto a Porto Conte passando per l’interno. Si tratta della strada che percorrerete al ritorno.

Prima di dirigervi perso Porto Agra, potreste voler dare un’occhiata alla Torre. Potete farlo con una piccola diversione, lasciando la strada vicinale asfaltata e scendendo a sinistra per breve un sentiero. L’imbocco del sentiero è segnalato. La videocartolina che segue è presa proprio dalla Torre del Lazzaretto in direzione della omonima spiaggia.

 

La parte più bella dell’escursione comincia a Porto Agra, una pietrosa e rocciosa caletta.

Porto Agra
Porto Agra

 

Qui comincia anche il percorso segnato con gli “omini” e con la vernice blu.

DSC_0108

 

Il sentiero si mantiene sempre molto vicino alla scogliera, corre in un ambiente segnato dal calcare bianco e dalla macchia mediterranea ricca di tutte le sue essenze tipiche: erica, ginepro, lentisco, salsapariglia, cisto marino, e di tante altre che io non conosco.

DSC_0121

 

Ogni tanto ci si affaccia nella scogliera a picco sul mare.

DSC_0114

DSC_0124

DSC_0123

 

L’alta scogliera calcarea termina con la Punta del Giglio, dove sono ancora presenti i resti di una base antiaerea risalente alla Seconda Guerra Mondiale.

Punta del giglio
Punta del giglio

 

Da Punta del Giglio il sentiero corre immerso in una pineta, e il trekking si trasforma in una passeggiata domenicale, quasi una scampagnata.

DSC_0147

DSC_0149
Porto Conte

 

Porto Conte non è niente di che: un grande albergo, una torre aragonese, un porticciolo, seconde case, alcuni dancing. E basta: non un bar, un ristorante, un chiosco. Il mio progetto era quello di camminare leggero e rifocillarmi a Porto Conte prima di intraprendere la via del ritorno: mi sono dovuto tenere fame e sete. Porto Conte decisamente non è un posto amichevole.

DSC_0150
La Torre Nuova (torre aragonese) di Porto Conte
DSC_0151
Il porticciolo di Porto Conte

 

Il ritorno non ha granché da offrire. Superato l’abitato di Maristella si cammina dritti per la vicinale in direzione spiaggia del Lazzaretto. Rendete regolare il passo, rendete morbida la camminata, non lasciate che i pensieri seguano indisturbati il loro corso, concentratevi sul respiro e buona meditazione.

 

P.S. Io l’escursione l’ho fatta il 21 febbraio del 2016. La giornata era tiepida, il cielo un po’ velato.

S’Anea Scoada. Dieci fotografie a colori.

 

S’anea Scoada è la più meridionale delle spiagge del Sinis di San Vero Milis. Al contrario del comune di Cabras, quello di San Vero Milis negli anni Settanta ha lasciato costruire, e molto, lungo le sue coste. Tutte seconde case di locali o al massimo di oristanesi.

 

Il risultato è stranamente contraddittorio. Insediamenti abbastanza modesti, pochissime ville, case spesso al limite del decoroso, urbanizzazione essenziale, strade non asfaltate, poca illuminazione pubblica, servizi essenziali, poche strutture turistiche, pochi flussi turistici. Insomma, di sicuro non una località da tacchi a spillo.

E però spesso mi scopro a pensare che in questo sta la peculiarità del posto. Dipende da ciò che uno cerca, da ciò a cui soprattutto presta attenzione. A quel punto anche le strade polverose diventano belle. Basta andare molto piano con la macchina e non sollevare polvere.

Di seguito dieci immagini della spiaggia, dal primo pomeriggio al tramonto.

DSC_0122
L’ultimo tratto della spiaggia verso sud

 

DSC_0123

 

DSC_0124
La spiaggia e parte del villaggio verso nord

 

DSC_0125
L’incudine

 

DSC_0128

 

DSC_0131
La parte finale della spiaggia e gli inizi della scogliera di Su Tingiosu

 

DSC_0156
Il bianco calcare dipinto di rosa

 

DSC_0158

 

DSC_0160

 

DSC_0163