Archivi categoria: Sinis

Mari Ermi, 13 agosto 2016

Una mattinata d’agosto a Mari Ermi (vedi altri post su Mari Ermi).

Il banco di sabbia visto dallo stagnetto in secca.

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Zoom.

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La passerella.

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“Vietato rubare la sabbia” (tanto per essere chiari che portare via la sabbia è un furto).

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Con le alghe è più bello (solo per intenditori).

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Orizzonte.

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Maimone, 20 agosto 2016

Ore 09:30

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Orizzonti con ombrelloni

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Orizzonte con catamarano

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Orizzonte solo

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Vietato Rubare la Sabbia (ci campiamo sopra)

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Gli scogli di punta Maimone

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Ore 14:30

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I piccoli stagni del Sinis settentrionale

 

Is Benas, Sale ‘e Procus e Sa Salina Manna sono tre piccoli stagni della parte settentrionale della Penisola del Sinis. Il secondo e il terzo sono stagionali: essendo alimentati solamente dalle piogge, d’estate subiscono un deciso processo di evaporazione che li porta al prosciugamento. Di seguito alcune fotografie a loro dedicate.

 

Sa Salina Manna:

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Sale ‘e Procus:

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Is Benas:

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Nel sito della Associazione per il Parco Molentargius Saline Poetto, i più interessati possono trovare ulteriori notizie dei tre stagni. Basta seguire i link: Is Benas, Sa Salina Manna, Sale ‘e Procus.

S’Anea Scoada. Dieci fotografie a colori.

 

S’anea Scoada è la più meridionale delle spiagge del Sinis di San Vero Milis. Al contrario del comune di Cabras, quello di San Vero Milis negli anni Settanta ha lasciato costruire, e molto, lungo le sue coste. Tutte seconde case di locali o al massimo di oristanesi.

 

Il risultato è stranamente contraddittorio. Insediamenti abbastanza modesti, pochissime ville, case spesso al limite del decoroso, urbanizzazione essenziale, strade non asfaltate, poca illuminazione pubblica, servizi essenziali, poche strutture turistiche, pochi flussi turistici. Insomma, di sicuro non una località da tacchi a spillo.

E però spesso mi scopro a pensare che in questo sta la peculiarità del posto. Dipende da ciò che uno cerca, da ciò a cui soprattutto presta attenzione. A quel punto anche le strade polverose diventano belle. Basta andare molto piano con la macchina e non sollevare polvere.

Di seguito dieci immagini della spiaggia, dal primo pomeriggio al tramonto.

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L’ultimo tratto della spiaggia verso sud

 

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La spiaggia e parte del villaggio verso nord

 

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L’incudine

 

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La parte finale della spiaggia e gli inizi della scogliera di Su Tingiosu

 

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Il bianco calcare dipinto di rosa

 

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S’Anea Scoada. Una videocartolina.

S’Anea Scoada è una stretta spiaggia di sabbia finissima aggiunta dalle correnti e dal maestrale alle prime alzate di quella che poi si trasforma nella falesia di Su Tingiosu.

Il 22 agosto del 2015, a S’Anea Scoada, l’imbrunire è arrivato lento e riposante dopo un tramonto che ha sospeso il tempo di un gruppetto selezionato di persone.

Maimone. Una videocartolina.

DSC_0024Forse ho trattato un po’ male Maimone: l’ho associata a riti violenti affondati in un passato prestorico; l’ho mostrata in un bianco e nero talvolta fin troppo scuro; infine l’ho ripresa di spalle.

Eppure Maimone è una delle spiagge più belle di tutta la penisola del Sinis in generale e della costa delle spiagge di quarzo in particolare. Anche più bella della più famosa Is Aruttas, a parer mio. Il dolce arco della lunga e profonda spiaggia, il netto contrasto di colori, il libero orizzonte, e non ultima la possibilità di una tranquilla passeggiata alla torre di Seu, quando il caldo non suggerisce il contrario.

DSC_0087 (1)Nella videocartolina che segue c’è solo lei, finalmente la spiaggia, a colori. Ho scelto di accompagnarla con la rivisitazione di una composizione per piano di J.S. Bach, la breve sinfonia Bwv_787, fatta da un artista lituano, DMD Architect, di cui poco o niente è dato sapere. Il risultato a me ricorda quelle cartoline con sottofondo musicale che la vecchia ingenua e pulita tv di una volta mandava durante i brevi intervalli tra un programma e l’altro. Allora, la pubblicità era relegata e regolata nel preciso spazio del Carosello e non le era consentito di scorrazzare indisturbata per ogni dove.