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Cala Brigantina. 30 agosto 2016.

 

Cala Brigantina è una piccola deliziosa caletta alla fine di un breve fiordo nella costa orientale dell’isola di Caprera. In verità Cala Brigantina è due calette: una, la più grande, chiude il breve fiordo; la seconda, più piccola, si apre alla sinistra (guardando il mare) della prima.

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A Caprera sono molto parchi di indicazioni e ho idea che perseguano una politica di risparmio sulla segnaletica stradale, così, se vuoi raggiungere la spiaggetta devi conoscere l’itinerario, sia quello per raggiungere i ruderi delle fortificazioni di Poggio Rasu, sia quello per raggiungere la caletta stessa. Le difficoltà maggiori io e mia moglie le abbiamo incontrate soprattutto nel raggiungere le fortificazioni e nel trovare l’attacco del sentiero, ma se ti studi con un pò di attenzione la mappa, non dovresti avere problemi.

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Una volta imboccato il sentiero, non puoi assolutamente perderti, perché corre lungo la stretta valletta subito a nord della fortificazione, valletta formata dal breve torrente stagionale che alimenta la spiaggia della caletta. Quindi niente svolte o diramazioni che ti potrebbero complicare la discesa.

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La caletta è silenziosa e tutto sommato vivibile e accogliente anche in piena stagione. Questi sono posti che in qualche modo operano una selezione: solo i più motivati si sobbarcano una camminata, seppur breve, in pieno agosto (a fare ulteriore selezione ci pensa anche la già menzionata politica di risparmio sulla segnaletica del comune di La Maddalena) per fare un bagno. E quei pochi motivati, in genere, sono persone educate e a modo, che non urlano, non strepitano, non giocano a pallone in spiaggia e quasi neanche fumano.

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Come tutte le calette dell’arcipelago, anche Cala Brigantino è chiusa dalla sua “barriera camparina” (dicesi “barriera camparina” la fila doppia o tripla di barche, barchette e gommoni che fa la guardia a queste calette; la definizione la dobbiamo a Stefano Benni de La Compagnia dei Celestini).

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Dietro la barriera, l’orizzonte.

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Cala Testa di Polpo. 28 agosto 2016

 

Cala Testa di Polpo è una delle tante spiaggette dell’isola di La Maddalena avare di sabbia ma esuberanti di granito.

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Si trova nell’estremità orientale del promontorio-isola detto dei Giardinelli, a nord est dell’abitato de La Maddalena, a circa 6 chilometri dalla cittadina.

Il nome le deriva dal grande scoglio arrotondato che la chiude a est. La sua forma ricorderebbe la testa massiccia e arrotondata di un polpo.

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Se la sabbia è poca e rada, in compenso il granito domina incontrastato, in mille forme e maniere.

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Diversamente da altri tipi di roccia, il granito si arrotonda e addolcisce all’azione degli agenti atmosferici, soprattutto dell’acqua, e il risultato è bello da guardare e da toccare. Bella roccia, il granito.

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La costa di Manago

La breve costa di Manago si estende da Scivu a Capo Pecora. Raccorda, insomma, la Costa Verde con le spiagge e scogliere di Buggerru. Vedi la costa di Manago su GoogleMap.

Nella mappa trovi anche una schematica descrizione dell’itinerario a piedi da Scivu a Capo Pecora. Si tratta di un percorso di circa 12 Km, tra andata e ritorno, che può essere fatto tranquillamente in giornata. L’unica difficoltà consiste nell’intercettare il sentiero sul dorso della prima collina partendo da Scivu. La cosa può però essere facilmente risolta partendo da Capo Pecora. Io è tre amici abbiamo fatto l’escursione il 29 dicembre del 2014, nell’unica giornata veramente invernale di questo caldissimo inverno appena passato. Una giornata di tramontana che ha pulito l’aria e invitava proprio alla camminata. Il paesaggio che abbiamo scoperto ci ha piacevolmente stupito. Un piccolo gioiellino di granito, nascosto e poco conosciuto.

Manago è l’unico esempio di costa a granito della parte occidentale della Sardegna, insieme all’isola di Malu Entu, al largo della penisola del Sinis. È un luogo isolato ma non distante dal piccolo borgo marino di Portixeddu, a sud. Pare che sia frequentato da chi si diletta di arrampicata, e che ci siano alcune vie attrezzate. “Pare”, perché io non le ho viste: queste cose ci sono state dette da una coppia che abbiamo incontrato e che andava nel luogo.

Di seguito una serie di brevi videocartoline sonore su Manago.

La prima videocartolina ritrae un orizzonte dalla scogliera di Manago: una netta linea di confine tra mare e cielo con un banco di nuvole a mezzo tra la linea del mare e l’azzurro del cielo:

 

La seconda video cartolina ritrae un tratto della scogliera di granito di Manago:

 

La terza videocartolina è un po’ più lunga delle altre: ritrae l’ostinazione del mare che batte con le sue onde sulla roccia:

 

La quarta videocartolina ritrae alcune formazioni di granito che si incontrano nella scogliera di Manago, nel suo tratto più suggestivo:

 

La quinta videocartolina immortala una fotoricordo di noi tre partecipanti all’escursione con alle spalle un tafone scavato dal vento e dalle piogge in un grande masso di granito: