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Punta del Giglio. La caserma.

A Punta del Giglio, a metà strada del trekking che dalla spiaggia del Lazzaretto vi porta a Porto Conte (vedi il post dedicato alla passeggiata), ci sono i resti di una vecchia postazione militare della Seconda Guerra Mondiale. Lì, Italiani e Tedeschi aspettavano al varco un ipotetico sbarco alleato. Sbarco che non ci fu. Insomma, una sorta di avamposto nel deserto dei Tartari (ricordate Buzzati?), in cui un manipolo di soldati attendeva al varco un nemico che non si farà mai vedere.

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I resti comprendono un edificio e una serie di piattaforme, casematte, depositi munizioni, tutto in blocchi di calcare bianco della zona a scopo di mimetismo. Nell’edificio principale e meglio conservato, sulle sue pareti, una serie di scritte e messaggi.

Messaggi politici in cui ancora si combatte la vecchia guerra ideologica:

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Vecchi messaggi del duce frammisti a messaggi più recenti

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“Quando tuona il cannone è veramente la voce della patria che chiama”

 

In quest’altro caso il messaggio è accompagnato dal disegno di una corazzata, una di quelle che i militari attendevano al varco

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“Vincere! e vinceremo”

 

Alla vecchia parola d’ordine se ne sovrappongono altre più recenti, di opposto tenore, che attualizzano la lotta ideologica che si è intrecciata alla guerra per il dominio mondiale che si è svolta una settantina d’anni fa.

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“Coglioni neri” “(No al) Potere Operaio” “Lotta di Classe” con relativa Falce e Martello

 

Talvolta i messaggi politici (“W IL POTERE degli OPERAI”, dove si vede come le preposizioni articolate ti risolvono a volte problemi nati da un calcolo sbagliato sullo spazio a disposizione) si intrecciano a scritte enigmatico-filosofico-esistenziali (LA VITTA (eh sì, LA VITTA) ABBIAMO PRESO UNA STRADA E SIAMO FINITI IN UN LABIRINTO. QUI INIZIA IL GIOCO)

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Ma come al solito, i messaggi più numerosi sono quelli d’amore. Roberto e Susanna sono i più attivi:

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Poi ci sono Fra’ e Ca’ …

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… e Francesco, che evidentemente è (o era) di importanza vitale per qualcuna (o qualcuno).

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Ci sono, infine, un graffito di un certo impegno …

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… e un ultimo stringato “senza se e senza ma” inno alla vita

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Non ci sono messaggi o disegni pornografici.

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Dalla spiaggia del Lazzaretto a Porto Conte. Una escursione.

Se siete dalle parti di Alghero, una bella escursione che potreste fare è questa:

 

Potete partire dalla spiaggia del Lazzaretto, arrivare a Porto Conte e ritorno. In tutto saranno 12-13 chilometri: lunghetta quindi, ma non faticosa.

Si parte dunque dalla spiaggia del Lazzaretto in direzione della omonima torre.

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spiaggia del Lazzaretto

 

Il primo tratto è solo di avvicinamento al vero inizio, Porto Agra. Si cammina in una strada vicinale asfaltata che collega la spiaggia del Lazzaretto a Porto Conte passando per l’interno. Si tratta della strada che percorrerete al ritorno.

Prima di dirigervi perso Porto Agra, potreste voler dare un’occhiata alla Torre. Potete farlo con una piccola diversione, lasciando la strada vicinale asfaltata e scendendo a sinistra per breve un sentiero. L’imbocco del sentiero è segnalato. La videocartolina che segue è presa proprio dalla Torre del Lazzaretto in direzione della omonima spiaggia.

 

La parte più bella dell’escursione comincia a Porto Agra, una pietrosa e rocciosa caletta.

Porto Agra
Porto Agra

 

Qui comincia anche il percorso segnato con gli “omini” e con la vernice blu.

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Il sentiero si mantiene sempre molto vicino alla scogliera, corre in un ambiente segnato dal calcare bianco e dalla macchia mediterranea ricca di tutte le sue essenze tipiche: erica, ginepro, lentisco, salsapariglia, cisto marino, e di tante altre che io non conosco.

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Ogni tanto ci si affaccia nella scogliera a picco sul mare.

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L’alta scogliera calcarea termina con la Punta del Giglio, dove sono ancora presenti i resti di una base antiaerea risalente alla Seconda Guerra Mondiale.

Punta del giglio
Punta del giglio

 

Da Punta del Giglio il sentiero corre immerso in una pineta, e il trekking si trasforma in una passeggiata domenicale, quasi una scampagnata.

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Porto Conte

 

Porto Conte non è niente di che: un grande albergo, una torre aragonese, un porticciolo, seconde case, alcuni dancing. E basta: non un bar, un ristorante, un chiosco. Il mio progetto era quello di camminare leggero e rifocillarmi a Porto Conte prima di intraprendere la via del ritorno: mi sono dovuto tenere fame e sete. Porto Conte decisamente non è un posto amichevole.

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La Torre Nuova (torre aragonese) di Porto Conte
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Il porticciolo di Porto Conte

 

Il ritorno non ha granché da offrire. Superato l’abitato di Maristella si cammina dritti per la vicinale in direzione spiaggia del Lazzaretto. Rendete regolare il passo, rendete morbida la camminata, non lasciate che i pensieri seguano indisturbati il loro corso, concentratevi sul respiro e buona meditazione.

 

P.S. Io l’escursione l’ho fatta il 21 febbraio del 2016. La giornata era tiepida, il cielo un po’ velato.