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Dalla spiaggia del Lazzaretto a Porto Conte. Una escursione.

Se siete dalle parti di Alghero, una bella escursione che potreste fare è questa:

 

Potete partire dalla spiaggia del Lazzaretto, arrivare a Porto Conte e ritorno. In tutto saranno 12-13 chilometri: lunghetta quindi, ma non faticosa.

Si parte dunque dalla spiaggia del Lazzaretto in direzione della omonima torre.

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spiaggia del Lazzaretto

 

Il primo tratto è solo di avvicinamento al vero inizio, Porto Agra. Si cammina in una strada vicinale asfaltata che collega la spiaggia del Lazzaretto a Porto Conte passando per l’interno. Si tratta della strada che percorrerete al ritorno.

Prima di dirigervi perso Porto Agra, potreste voler dare un’occhiata alla Torre. Potete farlo con una piccola diversione, lasciando la strada vicinale asfaltata e scendendo a sinistra per breve un sentiero. L’imbocco del sentiero è segnalato. La videocartolina che segue è presa proprio dalla Torre del Lazzaretto in direzione della omonima spiaggia.

 

La parte più bella dell’escursione comincia a Porto Agra, una pietrosa e rocciosa caletta.

Porto Agra
Porto Agra

 

Qui comincia anche il percorso segnato con gli “omini” e con la vernice blu.

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Il sentiero si mantiene sempre molto vicino alla scogliera, corre in un ambiente segnato dal calcare bianco e dalla macchia mediterranea ricca di tutte le sue essenze tipiche: erica, ginepro, lentisco, salsapariglia, cisto marino, e di tante altre che io non conosco.

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Ogni tanto ci si affaccia nella scogliera a picco sul mare.

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L’alta scogliera calcarea termina con la Punta del Giglio, dove sono ancora presenti i resti di una base antiaerea risalente alla Seconda Guerra Mondiale.

Punta del giglio
Punta del giglio

 

Da Punta del Giglio il sentiero corre immerso in una pineta, e il trekking si trasforma in una passeggiata domenicale, quasi una scampagnata.

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Porto Conte

 

Porto Conte non è niente di che: un grande albergo, una torre aragonese, un porticciolo, seconde case, alcuni dancing. E basta: non un bar, un ristorante, un chiosco. Il mio progetto era quello di camminare leggero e rifocillarmi a Porto Conte prima di intraprendere la via del ritorno: mi sono dovuto tenere fame e sete. Porto Conte decisamente non è un posto amichevole.

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La Torre Nuova (torre aragonese) di Porto Conte
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Il porticciolo di Porto Conte

 

Il ritorno non ha granché da offrire. Superato l’abitato di Maristella si cammina dritti per la vicinale in direzione spiaggia del Lazzaretto. Rendete regolare il passo, rendete morbida la camminata, non lasciate che i pensieri seguano indisturbati il loro corso, concentratevi sul respiro e buona meditazione.

 

P.S. Io l’escursione l’ho fatta il 21 febbraio del 2016. La giornata era tiepida, il cielo un po’ velato.

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S’Anea Scoada. Una videocartolina.

S’Anea Scoada è una stretta spiaggia di sabbia finissima aggiunta dalle correnti e dal maestrale alle prime alzate di quella che poi si trasforma nella falesia di Su Tingiosu.

Il 22 agosto del 2015, a S’Anea Scoada, l’imbrunire è arrivato lento e riposante dopo un tramonto che ha sospeso il tempo di un gruppetto selezionato di persone.

Al largo di Porto Agra, una vela

DSC_0114Porto Agra è una piccola caletta pietrosa e rocciosa tra Capo Galera e Punta del Giglio, nel lato nord della rada di Alghero. Al largo di Porto Agra una boa galleggia lenta su e giù imperturbabile. Il passaggio basso di un gabbiano. Una pausa. Una barca a vela veleggia verso Capo Caccia. Tutto qui.

Anche questa videocartolina ha una colonna sonora. Si tratta del pianoforte di un giovane compositore autodidatta di Chicago: Zaid, e di un suo breve pezzo che a me ricorda tanto Satie: Abstract. Mi è sembrato che le immagini si adattassero molto bene al ritmo lento e divagato del pianoforte.

La Caletta. Una videocartolina.

Una videocartolina di La Caletta. Erano le 13:25 del 20 settembre 2015, ed era in corso una bella maestralata. Niente di meglio quindi che trascorrere qualche ora nella piccola spiaggia de La Caletta al riparo dal vento. Questa è una videocartolina della giornata presa dal moletto (vedi la mappa).

 

Questa volta la videocartolina ha una colonna sonora. Se vuoi sentire altri brani dello stesso autore, lui è wildsilences. Il brano della colonna sonora non lo trovi: è stato tolto proprio la sera in cui io l’ho utilizzato. Strano, vero?

Cala Liberotto. Alba

La costa occidentale è la costa dei tramonti. Quella orientale è la costa delle albe. Lì ha inizio ciò che da noi sulla costa occidentale ha fine. Per godersi il tramonto bisogna solo aspettare, non c’è da fare granché, c’è solo da esserci, magari per caso, fermarsi, fare una pausa e parlare sottovoce. Per godersi l’alba bisogna volerlo, bisogna piazzare la sveglia e alzarsi presto, cercarsi un buon punto e aspettare. L’alba è un appuntamento per poca gente volenterosa, il tramonto si concede a tutti, attenti e distratti. L’alba seleziona, il tramonto no.

Ho girato questa videocartolina il 29 agosto di quest’anno. La spiaggia è Cala Liberotto. Eravamo in tre all’appuntamento, tutti e tre pronti per immortalare l’evento. Perdonatemi l’inclinazione dell’inquadratura.

 

E ora alcune fotografie scattate poco prima o poco dopo l’alba:

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Cala Liberotto è anche la foce di un breve torrente stagionale, il Riu Sos Alinos:

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Cala Liberotto è situata a nord di Orosei (circa 11 chilometri). Controlla la sua posizione su Google Map